mercoledì 25 aprile 2018

UELI






A volte penso a quello che hai fatto, ai tuoi occhi lucidi e speciali ... al tuo "cambiare" il modo di andare per monti attraverso le grandi vie ...





Tra pochi giorni sarà un anno che   posso solo limitarmi a ricordare quello che hai fatto,  sapendo tristemente che non potrai fare "ancora".




domenica 22 aprile 2018

IN 2 X 2 QUATTROMILA



Tu, quante ne hai fatti?

Io due

Bene, perché non andiamo a farne un altro, tanto d'arrampicare per un po' non se ne parla ancora, e almeno cambio un po' l'aria nei polmoni


Io a Cervinia ci sono stato un po' di tempo fa, con mio fratello Dario, un po' ...tipo 35 anni fa! Il Cervino lo vedo sempre stampato sulla carta dei cioccolati che mangio, io posso fare benissimo a meno di vedere Cervinia con i suoi palazzi stile "hinterland anni 60", ma da Cervinia si possono "comodamente" raggiungere le "alte altezze", quelle dell'aria sottile.
Siamo i primi ad arrivare alla funivia, destinazione i due Breithorn, Occidentale e Centrale, tra scialpinisti e sciatori da pista la scelta del volere conoscere non manca, io sono decisamente fuori luogo con i miei vestiti stile "Dolomiti prati in fiore", ma se si vuole, bisogna pur adattarsi e...volere.
Si parte, Federica che per l'intero inverno non ha fatto altro che sciare fuori pista, parte a razzo, subito dietro vedo i vari Angeli e Santi del Paradiso...compreso credo, anche sua maestà il Diavolo! I miei polmoni desiderosi poco prima di cambiare aria, non vedono l'ora di ritornare a respirare davanti alla Tv, rilassati in me seduto sul divano. 

Il panorama è spaziale, il cervello sicuramente ne giova.
In cima al Primo, attraversiamo verso il Secondo, nessuno ci segue ...meglio!
La discesa richiederebbe molte, ma molte pagine di questo breve blog, vi risparmio, oggi è domenica e io non sono ancora riuscito ad alzarmi dal lecco, e sì che fuori è una splendida giornata...ma chi se ne frega!!! devo pur riposare!!!










Tu, quanti ne hai fatti?

Io quattro

Bene, pensiamo al quinto!

lunedì 16 aprile 2018

UNA VOLTA AL MESE


La ferrata è sopra casa... tocca farla almeno una volta al mese, così ci è stato prescritto...



giovedì 12 aprile 2018

DAVVERO UNA COSA SIMILE NON SI ERA MAI VISTA E NEMMENO IMMAGINATA!




"... Nel 1961 arrivò al rifugio Locatelli per fare la prima solitaria della Brandler-Hasse. Il custode Bepi Reider gli disse che purtroppo era appena stata fatta. Allora Claudio sprofondò in una delle sue terribili disperazioni, da cui riemerse con una specie di voglia di vendetta, di colpevolizzazione: <<Ebbene, se è così, vi farò veder qualcosa che non avete mai visto...>>, quasi a voler dire <<se lo faccio è colpa vostra, anzi, è colpa di quello che mi ha fregato questa prima solitaria>>.
Il suo problema immediato era decidere se poteva o no sprecare i suoi ultimi spiccioli per un caffè. Se avesse fallito la sua impresa, non avrebbe più avuto bisogno di soldi; se la portava a termine, invece, sarebbe stata così straordinaria da non aver più bisogno di soldi del tutto.
Così, il 24 luglio '61 alle ore 5,20 del mattino, Claudio parte da solo per la Cassin alla Ovest, scende, e alle 10 e 10 riparte per la Comici alla Grande. Al rifugio lo seguono col binocolo. Dopo queste due grosse vie di V e di VI con lunghi tiri in artificiale, aspettano che ritorni, ma Claudio non arriva. Dopo poco, alle 14 e 45, eccolo che lo vedono iniziare la Preuss alla Piccolissima! Sono già le 16 e 30, ma invece di smettere Claudio riparte per la Dulfer alla Punta Frida. E' estate, è ancora chiaro, e alle 17 e 55 lo vedono attaccare ancora la Innerkofler alla Cima Piccola. 
Alle 18 e 25 è giù e corre verso il Locatelli dove lo aspettano in un clima di euforia generale. Davvero, una cosa simile non si era mai vista e nemmeno immaginata.
In sette ore e cinque minuti Claudio ha percorso in solitaria 1750 metri di arrampicata, 3500 di dislivello se si contano salite e discese.
Normalmente si percorre una di queste vie in un giorno, lui le ha percorse tutte e cinque in un giorno solo. Il custode preoccupato gli disse: <<Ammazzarsi a vent'anni, son capaci tutti di farlo; arrampicare ancora a ottant'anni, invece, questo sì che è straordinario!>>..."

Testo tratto. La via del Drago 



lunedì 9 aprile 2018

Della velocità, dei record e dell'alpinismo.




Della velocità, dei record e dell'alpinismo. 




L'alpinismo della velocità e dei record visto (e vissuto) da me...


Sono fermo, immobile all’inizio del ripido sentiero. Al polso il mio nuovo orologio comprato d’occasione: lui, l’orologio è capace di fare tutto... così si legge nel manuale d’istruzioni, un malloppo di 99 pagine! Memorizza la salita, la discesa, i miei battiti cardiaci, distanza, media, ecc. ecc.

A me invece di fare tutte quelle cose descritte non mi riesce proprio, o forse nemmeno m’interessa! Però oggi sono qui, mille metri di dislivello più a valle della Croce di vetta. Devo solo premere il tasto "start" e questo gioco col tempo partirebbe, un gioco che il mio orologio nuovo fiammante aiuterebbe a fare meglio, portando lo stimolo al mio cervello. Ieri sera ho visto un breve filmato sul nuovo record alla Nord del Cervino: bello, interessante, un tempo sbalorditivo, i miei complimenti... forse avrà anche lui il mio stesso orologio!
Un commento, molti commenti hanno attirato la mia attenzione: "Cosa centra con l’alpinismo la velocità?" e tanti altri commenti che davano del buffone all’alpinista di turno detentore di un nuovo "sforzo". Sì, perché si tratta comunque di uno sforzo preparato attentamente e alimentato da una capacità sicuramente elevata. Non dimentichiamoci che è un serio e preparato professionista che, in comune con noi meno seri, ha la passione e la possibilità di fare quello che vuole.
Sono sotto il pendio e non mi decido a partire. Mi piacciono le gare, quelle in compagnia, sulle piste in tartan e quelle solitarie in montagna, contro se stessi e contro questi benedetti orologi costosi. Da sempre seguo le "imprese" di chi è capace di compierle e da sempre leggo di chi è capace di denigrarle... il bello forse è questo, essere sempre gelosi e scontrosi... forse semplicemente con noi stessi.
Ho visto mio Padre alzarsi velocemente dalla sedia e gridare al vento quando la Freccia del Sud alzò il dito a Città del Messico, un nuovo record, tutto italiano! Un record destinato ad essere battuto, ma pur sempre un record... Per noi il record più bello! Ho visto Kilian arrivare felice dopo aver "polverizzato" il tempo sul Cervino, ho visto persone contente, entusiasmate dalla sua galoppata, applaudire, cercare autografi. La sera poi, tutti a correre, chi lungo i marciapiedi delle caotiche città, chi nei prati verdeggianti e chi lungo ripide mulattiere, per rilassarsi e mettersi alla prova, stimolati anche da quello che avevano visto.
I record sono così, si fanno e portano la voglia di farli, batterli ed essere battuti, ecco perché oggi io sono qui, per provare a me stesso qualcosa che non cambia nulla, se non la bellezza di provare. Sono felice del nuovo record sulla nord, sono felice e spero tanto che si possa migliorare: l’alpinismo è come la vita, un’infinita di sfaccettature, di stili e di pensieri. Schiaccio start e parto, devo fare più in fretta possibile: oggi ho promesso ai bambini di portarli al cinema!

sabato 7 aprile 2018

A FRANZ (GRAZIE BEN)



Sdraiato sul lettino, osservo in silenzio la "mia" fisioterapista intenta ad allungarmi, rinversarmi, stropicciarmi la mia spalla senza muscolatura, non che ne abbia mai avuta tanta ma.... Sono due mesi che non vado in montagna e ho tanta voglia ma...
Alla fine lei, la fisioterapista mi dice quello che mi sarebbe piaciuto sentire: "Domani se vai a camminare, usa anche i bastoncini, ti fanno solo bene alle spalle!".
E' così che subito prende forma il "dove usare i bastoncini", Benigno Balatti in compagnia della moglie Giovanna ha aperto giusto pochi giorni fa una linea naturale sul lato sinistro della ovest del Grignone .. Quale migliore occasione per tornare in montagna, con i bastoncini!
Mi alzo presto, lo faccio per due semplici motivi, salire prima che scaldi e presentarmi al campetto di atletica leggera in tempo per guardare mio figlio Dario gareggiare con la scuola ad una gara di 600 metri.
I bastoncini mi aiutano, le gambe anche, salgo velocemente all'attacco, un'enorme slavina è scesa in questi ultimi giorni, tutto è tirato a liscio, come una pista di slittino. E' ancora buio, ma conosco la zona. Calzo i ramponi, metto via i bastoncini e finalmente impugno le piccozze ...il resto è una quasi corsa al ritmo del mio cuore, non mi guardo molto in giro, non è ancora tempo di ricominciare a guardare...salgo e scendo, ritorno in macchina e arrivo in ritardo di pochi minuti alla gara di mio figlio, è arrivato ultimo, ma oggi si mangia salame, il resto non conta!

IL RE DELLA OVEST DEL GRIGNONE, BENIGNO BALATTI

La via aperta dal Ben è stata dedicata all'amico Franz Rota Nodari, un bel pensiero ...grazie Ben da parte di tutti.