venerdì 22 settembre 2017

DA LEGGERE




Visto, comprato, letto .... Un libro "strano", di quelli che ti fanno pensare, un professionista e il suo "andare".
Un viaggio tra alti e bassi, in un mondo che ho sempre immaginato a modo mio, ma indubbiamente differente dall'idea che mi sono fatto. 
 Frasi, pensieri, situazioni vissute dal Forte e Compianto alpinista Svizzero raccolte con chiarezza e facilità di lettura 
Un libro da leggere assolutamente!

domenica 17 settembre 2017

GRAN FESTA...W GLI SPOSI, BEATI FRA LE DONNE!!!



Ieri sera siamo andati a ben due matrimoni, si sono sposati gli ultimi due uomini (sono 4) della "comunità" delle femmine "allegre". E' stato molto bello ma, allo stesso tempo abbastanza stancante, ecco perché abbiamo scelto di non andare "lontano " ad arrampicare oggi. Diciamo che ci siamo limitati a iniziare la "stagione" delle rocce sopra casa, a km zero, la scelta  non poteva che essere sulla linea che mi piace di più! la via più bella del lecchese .....SENTIERI.

KEN, KENT, ERCULES E MACISTE GLI UNICI 4 UOMINI DELLA "Comunità", ERCULES E MACISTE IERI SI SONO SPOSATI...GRAN FESTA










https://ivoferrari.blogspot.it/2017/01/sentieri-selvaggi-la-linea-perfetta.html

sabato 16 settembre 2017

TRE





SU TRE VETTE UN'ARRAMPICATA MOZZAFIATO  
di Renata Maderna  foto: V.Mercie

Un "tour de force" al limite dell'impossibile perché affrontato in una stagione, quella invernale, nella quale il ghiaccio e la neve cancellano i passaggi conosciuti e aumentano i rischi. Raggiunte in quaranta ore le Grandes Jorasses, l'Eiger e il Cervino.

Quando aveva cinque anni e i genitori lo rimproveravano ("Christophe, non può farlo"), lui rispondeva battendo i piedi: "Lo voglio, lo voglio, lo voglio!".
Quando aveva dieci anni e gli gridavano: "Togli gli sci e continua a piedi", lui disubbidiva: "No arriverò fino in fondo!".
Quando aveva quindici anni metteva in guardia la guida che gli stava insegnando ad arrampicare. "Attento, la prossima volta ci sarò io davanti".
Quando a diciotto anni, conseguito il Baccalaureato, sentenziò: "Adesso posso darmi all'alpinismo", nessuno pensò che non l'avrebbe fatto.
Christophe Profit, 25 anni, di professione guida, per passione uno dei nomi di spicco della "montagna estrema", era ed è rimasto un testardo. Voleva fare l'alpinista e ci è riuscito. Voleva raggiungere i traguardi che di volta in volta si era prefissato (per esempio la prima in solitaria del Peuterey, l'Eiger in un giorno e d'inverno, la prima in solitaria dei Drus) e non ha mai fallito. Voleva scalare le pareti Nord di tre mitiche montagne delle Alpi (Cervino, Eiger e Grandes Jorasses) in meno di 24 ore e, inutile dirlo, ce l'ha fatta (nell'estate del 1985). Tutte queste imprese l'avevano già avvicinato ai grandi nomi dell'alpinismo. Ma la sua testardaggine l'ha portato più su. E' ritornato sulle tre Nord alpine. Questa volta, però, era inverno, con il ghiaccio e la neve che cancella i passaggi conosciuti e ne crea di nuovi. Anche questa volta Profit ha agguantato la sua trilogia, in 40 ore e 54 minuti. Sentiamo il suo racconto.

"Sono partito giovedì 12 marzo alle 3 e 30 del mattino verso le cime delle Grandes Jorasses lungo il pilastro Croz (1000 metri di parete verticale). Alle 9 e 30 ero in vetta".

Detto così sembra quasi una scampagnata...

"Invece è stato uno dei momenti più duri. Faceva molto freddo e ho dovuto aspettare tre quarti d'ora, su una specie di gradino, che si levasse l'alba per continuare. La discesa è stata semplice, mi sono buttato col parapendio e dopo soli venti minuti ero a Courmayeur. In automobile ho fatto ritorno a Chamonix, da dove alle 13 sono ripartito in elicottero alla volta della base dell'Eiger, 1800 meri di parete calcare".


Voi francesi lo chiamate l'Ogre, l'orco. Che problemi ti ha dato?

"Avevo sorpassato una cordata d'alpinisti. Cento metri più su ho perso una piccozza. Loro me ne hanno data un'altra. Senza quell'aiuto non avrei potuto proseguire. Poi ho trovato grandi blocchi di ghiaccio, per superare un passaggio di quindici metri ho impiegato un'ora e mezza. E' calata la notte. Le pile al litio della mia lampada si sono esaurite e ho dovuto attendere il nuovo giorno per ripartire".
 

Alle 9 e 50 del 13 marzo Christophe Profit è in cima all'Eiger. Un forte vento da Nord gli impedisce di scendere in parapendio. L'elicottero lo porta in valle, dove lo scalatore si concede il lusso di un veloce bagno caldo in un albergo. All'una e dieci è di nuovo in elicottero in direzione del rifugio di Hornli ai piedi del Cervino, 1200 metri di scisto. Dopo sei ore e mezza è in cima. Sono le 20 e 24 minuti.

Christophe, spiegaci che cosa è l'avventura per te?

"Non voglio darne una definizione, perché tutti possono provarla e farne un racconto differente. Forse per me la più grande avventura è stata fare un giro del Monte Bianco quando ero piccolo. Otto giorni trascorsi in mezzo a quelle montagne insieme con i miei genitori. Ne serbo un ricordo dentro di me che è forte come quello delle mie solitarie".


La montagna attira molti giovani. Si fa una ferrata e si sogna il Bianco ... Che cosa trasforma un sogno da ragazzo nella storia di un campione?


"Sono nato a Parigi e sono cresciuto a Rouen, lontano dalle montagne. Forse è per questo che la mia passione era così forte. Quando ho fatto il servizio militare a Chamonix, avevo 21 anni, ormai avevo deciso. Non me ne sono più andato. Ho la fortuna di potermi allenare tutti i giorni perché non faccio che questo. Me lo permettono gli sponsor e la mia attività di consigliere tecnico di alcune ditte di materiali sportivi. L'allenamento, lo jogging, lo sci da fondo mi preparano alle sfide".

Allora le tue imprese sono semplicemente sfide come potrebbe essere quella di scalare un grattacielo o sono un modo di vivere la montagna?

"Per me è un modo di vivere la mia passione per la montagna, è un'avventura. Però, è anche una sfida sportiva ad alto livello".

Ed è un modo così diverso dalle arrampicate dei semplici appassionati ...

"La differenza è solo apparente. Io faccio la guida; porto anche i principianti. Mi piace andare con gli amici per le montagne".

Boivin, Escoffier ...E' vero che hai superato tutti e sei diventato il primo degli scalatori francesi?

"Per me questo non è un problema. Penso che il nostro non sia uno sport come un altro. Non c'è gara, non c'è bisogno di una classifica. Non c'è un numero uno o un numero due".

E' vero che quando ti arrampichi usi le attrezzature che altri hanno fissato prima di te?

"Si, se capita. Io porto poco materiale con me, ramponi, chiodi, le piccozze. La velocità mi permette di lasciare a casa tutto quanto serve per i bivacchi, quindi di avere uno zaino abbastanza leggero".

Profit non nomina elicotteri e parapendii vari. Lì da per scontati. Visto che esistono, pensa, usiamoli. Questo però non gli impedisce di continuare a coltivare dentro di sé una visione della montagna quanto meno romantica.

"Alcune persone", dice, "per compiere certe imprese hanno bisogno di fare esercizi di rilassamento e di concentrazione. Io ho soprattutto bisogno di vivere con qualcuno che amo, che condivide la mia passione e che mi sta vicino nella preparazione. Per vincere la montagna bisogna star bene dentro".

Quando parla così Christophe pensa a una ragazza con le treccine bionde, ex campionessa di sci di fondo, aspirante guida, anche lei innamorata della montagna. Si chiama Sylviane Tavernier.

Tratto da - FAMIGLIA CRISTIANA n19 anno 1987








mercoledì 13 settembre 2017

AUDACI





"....Nessuno sapeva niente di preciso sulle condizioni della parete d'inverno. Non si sapeva nemmeno se sarebbe stato possibile passare. Per me, già questo valeva la pena. Ma quel pensiero, prima di diventare un piano preciso, mi tormentava giorno e notte ..."

Toni Hiebeler  Eiger Parete Nord

domenica 10 settembre 2017

CI VUOLE CORAGGIO ....AUGURI!


Non seguendo il "tutto", mi è capitato per caso di ritrovarmi in edicola davanti al primo numero di questa Nuova rivista bimestrale (ora è appena uscito il secondo numero), l'ho sfogliata, il "mio" edicolante di fiducia me lo permette e ... l'ho comprata. Faccio sempre fatica a comprare riviste(quasi in estinzione) che trattano il mio "mondo" ...  ne ho viste nascere e morire diverse, ne ho viste "trasformarsi", ne ho viste...meglio lette, di belle e di "insignificanti" ...
Questa mi è piaciuta, non è Alpinistica e io credo di essere "alpinista dentro", ma .. mi è piaciuta. Sassi con gradazioni adatte alle mie braccia, posti che conoscevo ma a cui non pensavo. Mi piace per il CORAGGIO che c'è nel fare uscire una nuova rivista cartacea ...la carta è sempre carta e rimane se tenuta con cura, a volte ingiallisce, a volte si stropiccia, ma rimane.
VI auguro "lunga vita" e per quanto mi riguarda, continuerò a leggervi, chissà mai che mi aumenti anche il grado🌝

sabato 9 settembre 2017

LIBRI



E' "fascino", non si può non ammetterlo, l'Eiger da sempre è "calamita" per l'alpinista e, la lettura che lo riguarda è l'alimento dei sogni. 
Dopo aver letto il primo, l'originale, non potevo non "sbranare" il secondo.
Due libri differenti, la stessa storia ampliata, aggiornata, rivista... una grande storia di alpinismo, amicizia, sacrificio, amore e dedizione ... e quella tragedia conosciuta da tutti, o quasi.
Lo consiglio, si legge bene e la stagione che corre veloce verso il "bianco e nero" (speriamo) è quella adatta.
BUONA LETTURA