lunedì 24 luglio 2017

VA SEMPRE BENE


Scalare da secondo per molti "collezionisti" di salite non è ammesso, scalare da secondo ho sentito dire, sia un po' come " non avere le palle" ... Per me, scalare da secondo, quando mi capita è interessante, posso godere diversamente, tenere un diverso ritmo e cosa importante "salire comunque". 
A volte mi sono legato a Primi di cordata decisamente secondi al mio modo di arrampicare, ma senza soffrirne ho scalato volentieri dietro, lasciando a loro il davanti ... 
Io provo sempre e comunque piacere, davanti o dietro (ovviamente e lo dico per i buon gustai sto parlando di arrampicata😋). 
Il secondo di cordata è essenziale .... per formare una cordata (questo pensiero è frutto di anni di pensieri!😅).

W i secondi di cordata ....
W i primi di cordata ...
se ci si alterna è meglio.




A SUD DI NESSUN NORD

Sempre magica, sempre magia ...







sabato 22 luglio 2017

ARERA


E' come una ruota che gira, difficile da spiegare e ancor più da capire, e se non lo capisco io come potrei spiegarlo ... Una specie di idea che vorrebbe riunire mille altre idee, tutto bloccato da un sogno lungo anni, tutto fermo, lì ad aspettare che si realizzi il sogno permettendo che il resto diventi realtà ... intanto guardo, scalo e penso, si, penso moltissimo su come e con che stile... la stagione è importante, il resto conta meno.

Oggi con Dario sono "ritornato" sotto la Nord del Pizzo Arera, montagna "nostrana" a due passi (lunghi) da casa, la scusa è guardare e "mostrare" un posto nuovo a Dario. 
Il nostro passo è un passo veloce semplicemente dovuto ai numerosi passi che facciamo per essere preparati, il materiale è come al solito ridotto all'essenziale, sì! perché solo così credo che si rasenti il godimento dell'incertezza in una ripetizione.
La parete che ci aspetta è la Parete che ci aspettavamo, una notte di temporali e piogge "amazzoniche" hanno inzuppato per bene la linea scelta, alla base la nebbia fa il resto ...gironzoliamo aspettando il nulla e .... abbandonata la "scelta" mi metto comodamente dietro a Dario e saliamo la "Cugini", strizzando a volte più del dovuto gli appigli, magari non troppo velocemente, ma di scalare col bagnato, visto la nostra abitudine "dolomitica" ci è già capitato, se gli appigli sono generosi, e sulla "Cugini" lo sono e, se la chiodatura è buona ...lì lo è ancora di più, non ci sono grossi problemi. Al rifugio questa volta riusciamo anche a mangiarci un panino e berci due gazza e birra ...

Tra meno di una settimana porterò la mia famiglia in Dolomiti, le nostre ferie saranno nella "nostra" Valle e ....chissà che non mi riesca di raccontarvi con immagini , senza parole che ultimamente mi escono complesse e poco decifrabili quello che sento tra Montagne famose e sconosciute. 
Prima di salutarvi e augurarvi un BUONE VACANZE, vorrei ringraziare due persone che con la loro "scomparsa" senza ragione ( credo, magari, forse, può essere dipenda da me...) mi hanno fatto riscoprire con il loro comportamento i veri valori dell'Amicizia e chi considerare Amico e amico ... Grazie Silvano, Grazie Paolo, buona montagna anche a voi anche se a me, poco interessa.

ivo



















BUONE VACANZE

martedì 18 luglio 2017

UNA CRESTA SENZA FINE Parte due


LUNEDI 17 AGOSTO

Il giorno che precede la partenza è sempre troppo frenetico. Mi sento ai blocchi di partenza e non ho che un desiderio: essere lassù, solo.
Il progetto mi frullava in testa da tempo e ogni autunno rimpiangevo il fatto di non essere riuscito a venirne a capo. Ho deciso che sarebbe stato per quest'anno. Avevo voglia di camminare, arrampicare, scendere, godere del cielo e delle creste, rannicchiarmi nel sacco-piuma quando scende la notte, seguire il mio ritmo e quello delle luci.
I preparativi finali sono fulminei. Ultimi contatti, ultimi acquisti. Rassicurare i parenti. Definire la scelta del materiale. Dire a Mario, il mio bambino, che parto per tornare migliore nello spirito. 
Prendo l'ultima telecabina dei Grands Montets. Fine pomeriggio nella stanza degli addetti alla sorveglianza: riprendo possesso del mio tempo. Ho bisogno di questo momento per rilassarmi, per immaginare ciò che mi aspetta. Vuoto completamente lo zaino e ripasso in rassegna il materiale; scelgo, aggiusto. Abbandono un pacchetto di liofilizzati, due moschettoni, una bomboletta di gas. Nonostante gli sforzi per portare solo l'essenziale, lo zaino continua ad essere pesante. Troppo pesante. L'autonomia si paga. Probabilmente che mi sia caricato di qualche materiale di troppo
( chiodi, moschettoni), ma per gran parte della traversata non so cosa mi attende.
Fuori, arrivano raffiche di vento. Il cielo, che era velato, diventa blu, con lunghe strisce grigie. La meteo ha promesso due giorni di bello con possibili temporali isolati. Ma annuncia con insistenza un deterioramento per mercoledì. E' la vita.
La Verte, l'Aiguille San Nom, i Drus si innalzano al di sopra di me. Con lo sguardo vago sulle creste del Monte Bianco. Laggiù, così vicine e così lontane. Comincia a cambiare la nozione del tempo: le ore si dilatano, come spesso in montagna. Giornate in cui le ore filano, in cui talvolta sono troppo brevi per riuscire a giungere in vetta, o al luogo del bivacco... Lunghe ore in cui gli sforzi accumulati induriscono i muscoli, contraggono il dorso, seccano la gola. Non so cosa capiterà stavolta. Ho fatto un piano preciso, ma non ho la minima idea di come sarà la realtà. So che lo zaino mi peserà sulle spalle, in ogni istante. Sento il vento che rinforza. Accendo il fornellino per coprirne il fischio.

http://ivoferrari.blogspot.it/2017/07/una-cresta-senza-fine-1992.html

domenica 16 luglio 2017

IO STO BENE NEL CONFINE


Due giorni con Amici ... 
"Pronto, ok, ci sono!"
Così si parte all'alba, anzi si parte che l'alba è ancora lontana, piena notte. Destinazione Como dove carichiamo il quarto sbandato disposto a sciropparsi un sacco di chilometri in una terra inospitale, dove un caffe costa quattro euro, dove alla dogana non ti sorridono, dove il limite in autostrada è  ...assurdo! dove ci sono tanti aggeggini che fanno belle foto, pronti ad immortalarti abbassandoti il conto in banca ...io quella terra zeppa di fessure fantastiche e di altrettanti spit luccicanti piazzati non l'amo per niente .. mi stanno e mi sta antipatica. Ma per arrampicare a volte.....
Un vento freddo ci accompagna tra uno spit e l'altro, l'aderenza ed il granito sono fantastici, ma si pagano, si paga tutto ....
Il giorno dopo posso parlare la mia lingua, respirare l'aria buona o contaminata che ho sempre respirato, scalare sulla "nostra" roccia che molte volte luccica anche lei ma, almeno è Italiana, sì! perché la nostra terra è la migliore, come le donne, il vino, il salame, la pastasciutta, i pomodori ... Poi visto che son di parte, le Orobie sono speciali, puoi starci lontano per tanto tempo, ma loro, sono sempre in te e finisci sempre per ritornarci. 
Ringrazio i miei Amici Trevigliesi per avermi intossicato con le loro "leggendarie" puzzole, i discorsi "sconci" e la sempre ottima compagnia.. alla prossima giuro che bevo una birra!








vergognoso!


 
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IL PARADISO è DIETRO CASA