martedì 29 novembre 2016

GHIACCIO a TUTTE LE QUOTE


Un appuntamento da non perdere per chi ama il ghiaccio a tutte le quote.




Serata per tutti gli amanti della montagna presso Cai Cisano Bergamasco con l'alpinista Valentino Cividini Il 2 dicembre ore 21:00 presso la sede Cai in via S.Domenico Savio 3/c Cisano Bergamasco

domenica 27 novembre 2016

LE VENTI E CINQUE VIE DI FEDERICA N4-5


Dopo una settimana di pioggia, l'umidità nell'aria ha risvegliato in Federica una vecchia voglia  ...

"Allora è deciso (io non ho deciso proprio un bel niente) domani andiamo alla Pietra di Bismantova?"

"Obbedisco!!!"





La sveglia è in piena notte, la sveglia è nel momento più bello e perverso del mio sogno  ...
La sveglia non mi piace!
La scelta delle vie è un semplice sms a Matteo che di Pietra se ne intende... io non ci sono mai stato.
Il consiglio è, per prendere confidenza con lo stile e la roccia della Pietra, di ripetere le classiche Oppio e Zuffa-Ruggiero.

La Nebbia ci accompagna per un po', ma io sono nato nella Nebbia e, quelli della bassa non temono la Nebbia!

Alle 8.30 siamo alla base della linea aperta da Nino Oppio: un profondo e logico camino. La roccia, arenaria, non è quella dell'Antimedale, ma nemmeno quella che "sperimentavamo" negli anni folli!!!
Mentre salgo rimango perplesso, salire in apertura una via così, essere i primi deve essere stato un bel viaggetto! Veramente avanti.





Il Sole ci tiene compagnia e la logicità del tracciato ci permette di raggiungere la piatta cima veloci. Da lì l'ampio panorama ci sorprende...bello, veramente bello.
Un comodo sentiero ci riporta alla base, dove i "monotiri" sono tutti occupati ... ma noi siam qui per ritornare sulla cima.
Zuffa-Ruggiero, roccia fantastica e ambiente rilassante.



La mattinata è corsa via veloce come le lunghezze di corda.
Ore sedici: "Papa ma dove siete stati? eravate in Grignetta?"

"Un po' più lontani, in un posto "quasi" finto, dove presto ritorneremo, anche con voi!"

Grazie a Matteo Bertolotti per il consiglio ed ... abbiamo comprato la guida, BELLA!



http://www.sassbaloss.com/pagine/uscite/bismantova7/bismantova7.htm

la Guida:




venerdì 25 novembre 2016

"INVERNALI PER TUTTI" Manuale 2015

COPERTINA LIBRO/GUIDA

Seduto accanto ad altri "interessati" ascolto la lettura e l'esposizione del Nuovo testo/guida sull'arrampicata Invernale, ho pagato cinque euro per entrare in questa sala conferenze ... sembrerebbe un "convegno" all'insegna dell'interessante.
Un relatore di cui non conosco il nome e che, non ho mai incontrato in giro ... sicuramente un "moderno istruttore" davanti ad uno schermo gigantesco mostra e spiega le fondamentali regole per questa disciplina affascinante ... il libro è esposto, diverse copie, ma io ho già pagato cinque euro, per ora apprendo ascoltando.

"Ci sono delle regole fondamentali per salire le montagne nella stagione meno adatta" così spiega ...

"Allenarsi alle basse temperature, dormendo in ambienti ostili.


Mettere su peso durante l'autunno

Vestirsi in modo leggero per temprare il fisico

abituare le dita al freddo





"Non si nasce Invernalisti, ci si può diventare, con dedizione e sacrificio"

Queste ultime affermazioni mi lasciano un po' perplesso, nessuno in sala obbietta e dice niente, ed io che sono piccolo in un angolo vorrei ribaltare l'intero complesso ... ma ascolto e cerco di capire dove ho sempre sbagliato, sì perché io credo che per prepararsi bene ad una salita fredda bisognerebbe andare al caldo ... tutto il contrario del libro e delle parole del relatore .

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"Merda! mi sono pestato un dito col martello, fa una miseria male ... Merda! non ci voleva, mancano solo tre lunghezze e io spruzzo sangue rosso vino. Questa salita invernale è stata tutta "al contrario" di come me l'ero immaginata, e sì che dopo aver letto (mi hanno fatto le fotocopie) il libro "invernali per tutti" credevo di soffrire meno"

Quattro ore dopo nel buio della notte sbuchiamo in cima, la discesa è senza storia e, una volta a casa, il giorno dopo getto il libro nel camino, non si nasce invernalisti, ci si può diventare .... ma io preferisco la roccia calda e se c'è un po' di salsedine ... meglio ancora.

Il libro è reperibile in tutte le librerie specializzate, ma se avete pazienza tra poco, lo troverete facilmente in qualche bancarella dell'usato ... però se non avete il camino, serve a poco.

mercoledì 23 novembre 2016

LO SPIGOLO TISSI-ANDRICH SUL MONTE AGNER gennaio 2007

sulla Cima del Gigante

L'idea di "tentare" l'estetico spigolo Tissi-Andrich lungo la parete Est dell'Agnèr è venuta parlando con l'Amico Paolo Mosca nella sua accogliente casa a Frassenè Agordino, un semplice "Non è ancora stata fatta d'inverno" ha innescato quel meccanismo perverso che gironzola nella mia testa.
Fabio, reduce da una Grande salita in Bondasca è subito convinto, linea bella, poco percorsa e Lui, non esita un minuto ad accettare l'invito.
Conosco lo Spigolo, l'ho salito da solo in una di quelle estati in cui le linee in solitaria superavano i giorni "normali" inserendolo in una lista che non mi è dato far conoscere, semplicemente perché un po' deve rimanere solamente tuo, una lista lunghissima che regalerò solo a mio figlio. 
Si parte, il quattro ruote di Fabio ci alza un po' lungo la strada che porta a Malga Agnèr, un po' solo ... visto che il ghiaccio sui tornanti ci consiglia di usare le gambe.
Arriviamo all'attacco già caldi per iniziare lungo un ripido budello ghiacciato, inutile chiedere a Fabio se vuole legarsi.
Dopo un centinaio di metri i ramponi iniziano a grattare roccia, emettendo strani versi. Versi conosciuti e amati.
Corda e avanti.
Lunghezza dopo lunghezza ci alziamo su roccia magnifica, fredda il giusto, difficile il giustissimo.
Lo spigolo è una cavalcata verso il cielo, tra il sole e l'ombra, lungo un panorama poco visto. La cima ci accoglie con il chiaro del giorno pronto a scomparire per lasciare spazio al buio della notte, due foto, una stretta di mano e senza poche difficoltà riusciamo a raggiungere illuminati dalle pile artificiali il Bivacco Biasin.
Una notte di sogni, una notte felici.
Lo spigolo non è famoso, pochi lo conoscono e pochissimi lo salgono, lo Spigolo è molto bello, tanto da essere
LO SPIGOLO TISSI-ANDRICH ... grandi Arrampicatori.
















il bivacco Biasin il giorno dopo

in discesa

 http://ivoferrari.blogspot.it/2016/10/inoltre-ho-gli-scarponi-molto-molto.html
http://ivoferrari.blogspot.it/2016/10/sorrisi-nel-silenzio.html
http://ivoferrari.blogspot.it/2016/09/il-gigante-di-pietra.html

Spigolo Est Monte Agnèr via Attilio Tissi e Giovanni Andrich 15 agosto 1930
800 metri difficoltà fino al V°.

BUONE ARRAMPICATE

lunedì 21 novembre 2016

LE VENTI E CINQUE VIE DI FEDERICA n3


http://ivoferrari.blogspot.it/2016/11/le-venti-e-cinque-vie-di-federica-n1-e-2.html

"Senza andare lontano, senza prendere la macchina, senza orario .. come terza linea vorrei provare a fare L'ALTRA CHIAPPA, ci andiamo?".

Appena sopra il tetto di casa c'è l'Antimedale con la sua roccia da favola. Una camminata di trenta minuti ci permette di toccare l'assolata parete (quando c'è il sole) ... mi piace arrampicare in Antimedale.
La "voglia" di Federica è ben accettata, oggi si "ritorna" in Antimedale .
Si ritorna per l'Altra Chiappa, una delle linee che preferisco.

Parto deciso, parto con una voglia matta di arrampicare. L'idea della "Mamma" di salire 25 vie mi sta mettendo "curiosità" . Quali saranno le prossime richieste? Accanto al letto da qualche giorno sono comparse guide di Bismantova, del Circeo, Gaeta, Sicilia ... guide della nostra bella Italia. Comincio a pensare che sarà un bel giretto.

Oggi c'è la Nebbia, quella Nebbia che si può tagliare a fette, quella Nebbia che da bambino, dove sono nato e vissuto si appoggiava al terreno e ci rimaneva per l'intero mese di Novembre ...
Ma appena sopra l'attacco della via, la Nebbia svanisce, forse troppo pesante per alzarsi lungo una roccia così bella. La via non è per niente banale, qualche appiglio richiede attenzione per via del "lucido sull'obbligato", ma niente di ingestibile, si arrampica in libera con movimenti tecnici e poco di forza,  la chiodatura poi, permette una scalata quasi rilassante ...quasi non vuol dire sempre!

Una stretta di mano e la nostra terza linea è sotto di noi che da quassù vediamo casa,  dovremmo vedere casa ... la Nebbia fa parte della stagione.
Scendiamo piano, senza fretta ... domani le previsioni sono brutte ed io dovrò giustamente lavorare .

Per la relazione dettagliata, il link degli Amici Balossi:
http://www.sassbaloss.com/pagine/uscite/antimedale3/antimedale3.htm









http://www.trafoconsult.com/climbing/istruttorialtrachiappa/slides/antimedale.html

sabato 19 novembre 2016

ALICE e ELISABETTA ...AMICHE SULLO SCARASON

ALICE e BETTY sulla Cima dello Scarason

Alessandro Gogna col suo famoso "Alpinismo di ricerca" ha condizionato non poco la mente della mia generazione.

Uno dei suoi racconti più belli secondo il mio leggere è quello della prima salita all'allora inviolata Parete Nord-Est dello Scarason nelle Alpi del Marguareis.
Poi è arrivato Fulvio, che da buon professore, ha saputo raccogliere testimonianze, aneddoti e storie sullo Scarason, pubblicando un libro che è qualcosa di più ... è un libro d'amore per una Montagna e, stima per chi l'ha salita. Io intanto nel corso degli anni sono rimasto col desiderio .. i miei compagni alla proposta Scarason hanno sempre rifiutato ... ma non demordo finché la voglia c'è ancora.


Fulvio e Alessandro




SCARASON parete NORD-EST
"La differenza tra lo Scarason e le altre vie che ho fatto è che su queste ultime le difficoltà maggiori sono concentrate quasi sempre su un tiro o due, mentre allo Scarason c'è, sì, il tiro che magari è più duro, come l'undicesimo della Diretta, però ogni lunghezza ha qualcosa di impegnativo, che si può poi identificare con la qualità della roccia che si ripete quasi sempre e così tutti i tiri, dal primo all'ultimo non mollano mai.
Enrico Manna Primo ripetitore e Solitario della Diretta allo Scarason 6/7 Ottobre 1990.

Una mattina sfogliando le "salite" una mi colpisce più di tutte, leggo Scarason e i miei occhi cercano, il mio cuore batte più veloce ... Due ragazze hanno ripetuto in giornata la Diretta  aperta dall'Amico Fulvio con Parodi e Calvi nel 1987 ( conservo ancora la Rivista della Montagna col trascinate racconto).
Due ragazze veramente brave, che al di la delle difficoltà sembrano in sintonia con la parete, in sintonia con l'arrampicata.
Questo è il racconto che Elisabetta mi ha gentilmente mandato, Grazie Betty e continuate con questo bellissimo alpinismo fatto di Amicizia.

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06/10/2016  Alice Arata e Elisabetta Caserini
Ripetizione in giornata (11h.) e prima salita femminile della  Via Diretta alla parete N-E dello Scarason, Alpi Liguri.

Testo e foto di Elisabetta “Betty” Caserini – guida alpina

Erano alcuni anni che meditavo e sognavo di salire lo Scarason. Io che ho sempre tanto elogiato le montagne lontane da casa, frequentando assiduamente le Dolomiti, la zona del Monte Bianco, del Delfinato, sentivo  uno strano bisogno di entrare più a contatto con le montagne più vicine alle mie origini, le Alpi liguri.
Leggendo un po’ di storia dell’alpinismo, e poi il libro dell’ alpinista Fulvio Scotto, dal titolo “Scarason”, dedicato appunto alla storia delle salite e dei tentativi alla spettacolare parete N-E (prima salita e grande impresa compiuta da Alessandro Gogna e Paolo Armando nel 1967, per la mitica linea che prenderà il loro nome) ho iniziato a sognare di salire proprio quella incredibile cima.
La mitica parete N-E, magnifica e particolarmente estetica a osservarla da lontano, attrae subito lo sguardo e i desideri… ma quando si arriva al suo cospetto quasi si incupisce,  suscitando timore e angoscia; si percepisce quanto sia repulsiva e impegnativa, per  la dubbia qualità della roccia, scarsamente e raramente proteggibile, solo a tratti di buona qualità.
Quindi, verrebbe da pensare: ma perché avventurarsi in un luogo così “ostile”?! ..una vera risposta non c’è, soltanto la forte attrazione che ha spinto, in questo caso due alpiniste liguri a provarci, a mettersi in gioco proprio qui, su una delle pareti di casa, con il timore reverenziale e l’umiltà che ci vuole per poter uscire incolumi da una simile salita.
Sulla Via “Diretta”, l’itinerario salito la prima volta nel settembre ‘87 proprio da Fulvio Scotto con A. Parodi e S. Calvi, non nascondo che il naso lo avevo già messo qualche anno fa, insieme all’amico Andrea Mantero, alpinista genovese.  Quella volta, con grande delusione, siamo dovuti scendere in doppia in cima al secondo tiro, a causa del gran caldo che ci aveva fatto finire le scorte di acqua .. (in effetti era un caldo giugno e avevamo sottovalutato che la parete restava in pieno sole al mattino), con la chiara intenzione di ritentare in autunno. Poi, per vari motivi, non siamo più riusciti a tornare.
Per caso, durante l’estate 2016, ho incontrato Alice, climber ligure che da alcuni anni si è dedicata anche all’alpinismo su roccia e in alta montagna. Insieme avevamo già scalato in falesia a Finale e così iniziamo a raccontare di alcune delle recenti salite compiute da ciascuna di noi e dei futuri progetti, fino a parlare dello Scarason, scoprendo con grande sorpresa che, proprio Alice, avrebbe voluto salire la Via  Diretta…allora arriva la mia proposta: ”cosa ne dici di tentare insieme?”. Alice sorride e accetta con entusiasmo.
Iniziamo subito a fantasticare, a sognare, ma anche a fare seri progetti; la salita vogliamo farla, seriamente, e cominciamo a pianificare, anche se il lavoro non ci permette nell’immediato di cogliere le buone occasioni di meteo buono…e poi, memore della precedente esperienza,  essendo ancora piena estate, dobbiamo aspettare che le temperature si abbassino e cogliere il momento veramente buono!!
A metà settembre ci ritroviamo in Dolomiti, per ripetere insieme la via Cassin alla Ovest di Lavaredo, splendida salita che ci permette di capire che la cordata “funziona” alla grande e ci sentiamo subito affiatate.
Alice è determinata, prudente, dotata di grande calma e modestia, tutte qualità veramente rare e importanti… Ci sentiamo così pronte per lo Scarason, con l’intenzione di compiere la salita in giornata, senza bivacco in parete.
Io devo fare ancora i conti con impegni di lavoro  (ancora qualche salita con i clienti), come anche Alice, per l’impegno con il punto vendita di Crazy Idea a Finalborgo. L’occasione finalmente arriva, meteo buona e, alle 13,00 (come era successo per le Dolomiti) di martedì 05 ottobre 2016 partiamo da Savona, destinazione Pian delle Gorre, sopra a Chiusa Pesio (CN).
Selezionati e caricati i materiali necessari ci incamminiamo; questa volta il caldo proprio non si sente, anzi…una fredda brezzolina autunnale ci preannuncia che durante la salita difficilmente suderemo!!
Durante l’avvicinamento la parete è sempre là in alto, davanti a noi, a farsi ammirare e desiderare.
Riusciamo a raggiungere lo Scarason quando il sole è ormai tramontato e la brina inizia a ricoprire l’erba;  depositiamo tutti i materiali per la salita e ridiscendiamo verso il prezioso torrente (unica risorsa di acqua) a circa 1 ora, dove abbiamo lasciato cibo e sacco a pelo per la notte; la mattina dopo alle 5,30 siamo già in marcia, ansiose di poter iniziare la nostra salita. Attacchiamo la parete alle 7:15, con la prima luce dell’alba e con un freddo che ci fa perdere la sensibilità alle mani.. il sole in questa stagione tocca la parete solo nella parte alta…troppo alta...
Scalando, piano piano ci scaldiamo e i tiri si susseguono con un buon ritmo, anche se ci muoviamo con molta attenzione; a volte i nervi sono messi a dura prova, per la precarietà del terreno e la scarsa possibilità di aggiungere protezioni. La salita però ci riserva anche alcuni splendidi tiri su roccia molto buona, con protezioni più o meno recenti.
Dopo i primi 3 tiri su roccia instabile o poco proteggibile ci troviamo di fronte a una sequenza di diedri prima appoggiati, poi strapiombanti, su roccia solida e lavorata, ma subito dopo ricomincia la roccia a blocchi instabili, a volte con zolle d’erba che bisogna tirare con le mani per uscire dal tiro; poi ancora qualche traverso su zolle e roccia per arrivare sotto a una placca di calcare grigio e compatto dove arrampicare è un vero piacere.
Ancora alcuni tratti friabili alternati a zone di roccia compatta e arrampicata impegnativa in traverso, fino a raggiungere il lungo e impegnativo diedro/fessura (dove bisogna incastrarsi con la spalla)  che superiamo guadagnando una placca appoggiata. Di qui, raggiunta una spalla, attraversiamo fino a un diedrino con blocchi instabili che in breve ci conduce in vetta..
Sono ormai le 18:15 quando saltiamo fuori dalla parete, dopo 11 ore di salita. Come premio, riceviamo un lungo e piacevolissimo abbraccio dal sole che, per poco, inonda ancora i pendii del versante sud ovest, come se ci stesse aspettando, prima del tramonto..
la nostra soddisfazione, a parole, non è spiegabile e, per un lungo attimo restiamo lì in silenzio.
Ripensiamo con grande ammirazione ai primi apritori che, nell’87, si avventurarono su questo itinerario, senza una traccia da seguire, ascoltando solo cosa suggeriva la loro esperienza e il loro intuito.
Ci abbracciamo e ci lasciamo travolgere dalla gioia e dall’emozione… qualche foto e poi giù, con ancora un po’ di luce,  verso il Passo del Duca e il sentiero che ci condurrà verso i nostri zaini, e poi verso casa.