venerdì 28 aprile 2017

QUANDO BASTAVA UNA SEMPLICE TELEFONATA ...



UN CAPODANNO SUL BIANCO    di Giorgio Passino

Patrick telefona proprio la sera di Capodanno. Mi chiede se voglio partire assieme a lui quella notte stessa per una prima invernale. Un po' stupito, non ci penso molto e dopo un attimo acconsento: sarà quello su in montagna il mio vero Capodanno. Sono le 20.30, e in fretta e furia stilliamo il programma di massima. Partiremo la mattina alle 9: la meteo continua ad indicare "beau fixe" e, a parte lo zaino enorme, da spavento, non dovrebbero esserci problemi. L'itinerario? Lo sperone salito nell'agosto del 76 da Dominique de Frouville e Jean Perroudeau con Bernard Domenech e Claude Jaccoux. Una via che la "Vallot" definisce <<magnifica, alta 1100 metri, comparabile alla Sentinella Rossa ma meno esposta>>. Per arrivare all'attacco dello sperone la strada è lunga. Dal Gonella occorre scendere sul ghiacciaio del Dome e superare un grande couloir di oltre 800 metri che dà accesso al plateau superiore del ghiacciaio del Monte Bianco.
Dopo una lunga marcia di avvicinamento, alle 17 arriviamo al rifugio Gonella, e c'è giusto il tempo di sistemarci e scaldare qualcosa. Poi viene buio. Buonanotte Patrick.
La sveglia suona alle 2.30. Occhi gonfi. Pensiero rivolto alla salita che si preannuncia faticosissima. Mezz'ora dopo siamo in marcia. Risaliamo gli 800 metri di canale che ci porteranno sotto i seracchi sospesi del Monte Bianco. Attraversiamo di corsa l'unico punto pericoloso di tutta la parete e poi via verso il pilastro.
Saliamo sicuri, un tiro dopo l'altro. Gli zaini non ci permettono certo di correre, ma noi non abbiamo pensato a leggerezza e velocità. Davanti a tutto abbiamo messo la sicurezza e cerchiamo di goderci con calma quel che sta intorno a noi. Usciamo in vetta nel pomeriggio inoltrato, alle 15.30. Il freddo morde il viso, il panorama è stupendo. Scopriamo di avere entrambi un desiderio: dormire alla capanna Vallot solo per il piacere di essere lassù e contenti di avere iniziato l'anno in maniera fantastica.

Tratto da: Rivista della Montagna Luglio 1989

http://ivoferrari.blogspot.it/2017/03/il-pilone-dinverno.html
http://ivoferrari.blogspot.it/2017/01/linimitabile-opera-darte.html

mercoledì 26 aprile 2017

IL CHIODO DI EMILIO





Io, mica l'ho conosciuto, conosco le sua gesta tramite la lettura, e ... il passaparola. Salendo la Nord della Lavaredo da ragazzo, ho toccato i suoi appigli, ma quelle prese erano già ampliamente"toccate" e non mi era riuscito d'incontrarlo ... Mi capitava spesso d'arrampicare in solitaria e spesso pensavo a Lui tutto solo sulla Grande nell'epoca in cui la "differenza" non era cosa comune.
Sullo Spiz Picciol nell'elegante e maestoso gruppo dell'Agner c'è un altrettanto elegante e tetro camino che solca diretto verso il cielo il lato sinistro dell'intera parete.E' una via di Emilio Comici e Giorgio Brunner, dimenticata e lontana dalla "storia" del classico arrampicare. I camini non piacciono a tutti.
Con Mauro, importante Amico da oltre vent'anni, custode di un'intera Valle, siamo alla base dell'evidente camino, ci siamo arrivati sudati e curiosi, centinaia di passi sono serviti prima di riuscire a cambiarsi le fradice magliette al cospetto dello Spiz Picciol, che proprio piccolo non è!
Sotto, sopra, ai lati, solo ombra e silenzio, dopo Comici e Brunner all'interno del camino non e' più transitato nessuno. Sono sicuro, lo sento e ancor più lo voglio, che troveremo la loro traccia di passaggio. Salgo la prima lunghezza con lo sguardo rivolto all'insù, a nord, nei camini rivolti a nord, il sole non entra mai, e se ci riesce lo fa timidamente e già parecchio stanco, i generosi appigli sono bordati dal classico lichene ( scusatemi se non uso il termine giusto, la mia ignoranza è difetto non pregio). Mentre recupero Mauro cerco ma non trovo ... Vado spesso a funghi, a volte li sento ancor prima di trovarli, ma oggi sento ma non trovo ..


" Ivo, l'ho trovato!" Queste parole aiutano il mio sangue a correre più velocemente, grande, grandissimo Tango, io sento e tu trovi! Che super coppia che siamo. 😊  Un chiodo di Emilio!!! La salita procede tra difficoltà gestibili aiutati dal fatto che per le difficoltà ci siamo sempre preparati in modo naturale ...  a letto quando si vuole, mangiando di tutto e "dove vien duro vale tutto" 😊.
Ora il chiodo di Emilio non si trova in un museo Cortinese ma appoggiato ad un enorme sigaro nella vetrinetta all'interno della Locanda Col di Pra, punto di partenza e ritorno da interminabili giornate ... La visita è gratuita se siete in zona!😉


La via fino ad oggi conta due sole ripetizioni ...

BUONE ARRAMPICATE

martedì 25 aprile 2017

IL MURO NASCOSTO

EVEREST

Questa è una storia facile da raccontare, quelle difficili non mi piacciono e richiedono troppo lavoro al mio piccolo cervello. Un mese fa è morta la "Chicchi" simpatico e tranquillo cagnolone di "famiglia". I bambini lo hanno immediatamente sostituito con "Everest", ovviamente prima ci sono state giornate di musi lunghi e altrettanto lunghi pianti.

"Papà, dobbiamo dedicare una via alla  Chicchi e ad Everest"

Mi fermo sempre durante le sgambate lungo il sentiero dei Pizzetti ad osservare la placca nascosta ... Li tagliando, e pulendo



 può uscire qualcosa! Ho ancora diversi fix e piastrine, Delfino http://ivoferrari.blogspot.it/2017/03/per-il-dopo-ce-sempre-un-prima.html me ne procurati altri, Giovanni dello Sherpa http://www.sherpaonline.it/ mi regala due lucide soste...e su e giù nascono da sinistra a destra


 Everest: 5 grado

Galli 85 (via Spreafico) : 5 grado

Passi nel vuoto: 5+

Jade: 6-

Chicchi:  5+

Fanny (da terminare)
...le gradazioni sono come tutte le cose ...soggettive, ma più o meno dovrebbero essere giuste
su Galli 85


sui 25 metri di Everest



il muro di Fanny... in fase di lavoro




Sulla placca esisteva una vecchia linea che ho chiamato Galli 85 pensando fosse quella riportata sulla guida delle Grigne ...Il mistero ora è stato risolto da Dario Spreafico (Pepetto) che ha scoperto, che gli spit sono stati messi da suo Fratello molti anni fa, ho sostituito gli usurati spit...su Everest all'inizio della fessura ho trovato un chiodo anni 30 DA SUPER COLEZZIONE!!! Figlio di un audace modo di salire le roccia...

Il Muro nascosto si trova poco prima di prendere la variante del canalone ai Pizzetti...arrivando dai "girelli" sopra i Frati una volta giunti ai cartelli indicatori, basta guardare diritto tra le piante, il sole ve la mostrerà.

lunedì 24 aprile 2017

PURO GODIMENTO ...


E' sì! io non l'avevo ancora fatto, di traverso non mi da problemi, ma ... l'acqua sotto, tanta acqua, quella mi procura "paura" e "insicurezza" da sempre.... e poi i Gabbiani Enormi che sull'ultima lunghezza hanno giocato con me ... l'insicurezza l'avevo superata, ma loro, i Gabbiani, mi hanno messo davvero paura! ... il resto è una super linea classica che non avevo ancora fatto e che grazie al Dottore ho fatto.
SUPERDIVERTIMENTO!!!











buone arrampicate

sabato 22 aprile 2017

GAMMA 1


GAMMA 1

Il giorno 17-04-2017 siamo andati al parcheggio di Erna. Mia sorella e mia mamma sono saliti al passo del Cammello fino ad Erna.
Mentre io e mio papà abbiamo fatto la Gamma 1.
Dal parcheggio siamo saliti all'attacco della via ferrata Gamma 1, ci siamo imbragati, messi il set da ferrata e siamo partiti di buon passo.
Siamo arrivati alla prima scaletta verticale, mio papà era davanti e mi teneva assicurato con la corda. Siamo saliti ben assicurati fino alla fine del primo pilastro dove c'erano 2 madonnine. Ci siamo riposati e siamo ripartiti. Il secondo pilastro comprendeva oltre a scale e catene, un ponte composto da una corda sotto dove bisognava appoggiare i piedi e una corda sopra dove bisognava tenersi stretti con le mani e agganciarsi con il set da ferrata.
Arrivati alla fine del secondo pilastro c'era un normalissimo ponte e poi il terzo pilastro: 5 scale veloci ma verticali.
Siamo arrivati alla croce dove ci aspettavano mia sorella e mia mamma. Poi siamo scesi in funivia, abbiamo mangiato e siamo tornati a casa.
Dario Ferrari







lunedì 17 aprile 2017

LE VENTI E CINQUE VIE DI FEDERICA N9


PRESOLANA  "ECHI VERTICALI" 
Io non faccio più testo, aveva ragione un mio caro amico quando anni fa mi disse "Un giorno Ivo, non ti interesserà  più la storia o un nome di una via, la scalerai aggiungendone ad altre".
Se devo essere sincero, a volte sulla "storia" lascio correre, ma se un nome non mi piace, non c'è verso che vada a ripetere quella via! ... Oggi, il nome mi piaceva e, anche la breve linea mi è piaciuta, ovviamente ringrazio Federica che l'ha scelta. Giornata stile Presolana, sole e Nebbia, caldo e freddo ... roccia favolosa, chiodatura ottima, divertimento assicurato ... e così è stato!
Unica stranezza ... non mi riesce più di indossare le scarpette stando in piedi, mi devo sedere 🌝 ma così è la vita!!

E con la Primavera e questa bella linea si ricomincia il "giro di Federica"







http://ivoferrari.blogspot.it/2016/12/le-venti-e-cinque-vie-di-federica-n78.html
http://ivoferrari.blogspot.it/2016/12/le-venti-e-cinque-vie-di-federica-n6.html http://ivoferrari.blogspot.it/2016/11/le-venti-e-cinque-vie-di-federica-n4-5.html http://ivoferrari.blogspot.it/2016/11/le-venti-e-cinque-vie-di-federica-n3.html http://ivoferrari.blogspot.it/2016/11/le-venti-e-cinque-vie-di-federica-n1-e-2.html

giovedì 13 aprile 2017

DI RARA BELLEZZA



GITA MALGONERA
Siamo saliti io con mio fratello ho fatto la scorciatoia per arrivare a pont invece i grandi dovevano salire per la strada però sono saliti anche loro per la scorciatoia.
Siamo andati verso il sentiero delle cascate dell'inferno poi siamo passati nella cascata avevo paura di scivolare e non volevo passare siamo arrivati a malgonera e ci hanno dato del salame e formaggio. siamo andati in un bosco che sembrava ci abitassero le fate e i folletti c'erano sassi con su muschio alberi caduti con dei rami che sembravano liane quando sono uscita dal bosco tutto sembrava un quadro gli alberi verdi, l'agner bianco di neve poi siamo arrivati in una baita sopra malgonera che si chiamava casera doff e ho giocato con mio fratello alla fontana poi siamo saliti alla forcella si vedeva la marmolada era bellissima siamo scesi in un sentiero un po' scivoloso e siamo arrivati alla baita del meno.
infine siamo scesi peri il bosco e siamo tornati al punto di partenza e siamo tornati al camper
Marinella Ferrari



Il daù delle nevi si trova solo sulle dolomiti. Le zampe destre sono più lunghe di quelle sinistre, perciò, non può girarsi e neanche andare in giù. Quindi gira in tondo sui fianchi della montagna.
Ferrari Dario

















GRAZIE a Ettore De Biasio per queste gite in Mondi Silenziosi e Unici.
Federica, Dario, Marinella e Ivo
                                                           
http://www.latelanera.com/mostri-creature-leggendarie/creatura-leggendaria.asp?id=180

http://www.valledisanlucano.it/escursioni%20malgoneraedoff.html