venerdì 2 giugno 2017

CHRISTOPHE MOULIN

https://www.editionspaulsen.com/les-livres/les-livres-guerin/les-livres-guerin-tous-les-livres/solos-1605.html


SOLO SULLA NORD     1993   Tratto dalla Rivista ALP

Christophe Moulin ha concatenato quest'inverno la Diretta Renaud con uscita Tobbey-Robino sulla parete nord della Meije e la Devies-Gervasutti sulla nord dell'Ailefroide. Il 23 dicembre, sotto l'occhio dei suoi amici, passa la terminale e si lancia sulla prima parte della via, misto delicato. Alle 8 attacca la parte rocciosa, V verglassato e una lunghezza di 6a, che si svolge in un camino occupato da una grossa stalattite di ghiaccio dall'aspetto poco rassicurante. Nel tardo pomeriggio è al primo bivacco, alla fina della Renaud. Senza sacco piuma, per essere più leggero, la notte è gelida nella tendina.
Alle 4 sveglia, riscaldamento muscolare, tè, facendo attenzione a non rovesciare il fornellino, perché - come dice Christophe - << Il massimo dell'orrore e dell'assurdo sarebbe morire bruciato vivo in piena parete nord d'inverno >>.
Deve risalire il diedro di V e A1dell'uscita Tobbey-Robino, scomparso sotto la neve caduta durante la notte. Per rocce più facili, ma innevate, giunge in vetta alle 17 e scende, di notte ( quattro incastri di corda) al rifugio del Promontoire.. Il giorno di Natale è destinato al riposo e a mangiare, bere e ad asciugarsi, in solitudine. Santo Stefano lo vede dirigersi in sci alla base dell'Ailefroide, per ritrovare compagna e amici in una tenda alla base della parete. Il 27 si ricomincia alle 4, al fresco ...
Autoassicurazione a partire dal secondo tiro, ghiaccio e neve sottile ricoprono la roccia.
Alla fine del pilastro una sgradita sorpresa: la base dell'ultimo tiro non esiste più! Un crollo di venti metri per venti ha lasciato in posto solo polvere e scaglie traballanti. Due ore difficili, pendolo, terreno semovibile: <<  Ho l'impressione di essere un elefante in un magazzino di porcellana >>. Tuto si muove e crolla.
Bivacco in cima al pilastro, domani in programma le placche grigie (V+ esposto).
E il girono dopo è lotta difficile, ogni ondulazione o incavo è ricoperto di neve dura; il sacco è molto "paziente" alle soste! Lentezza esasperante. Mettersi e togliersi i ramponi tre volte per tiro, pulire le prese con le unghie. Bivacco sopra le placche: quattro tiri in un giorno. Il 29 Christophe sale gli ultimi camini. Roccia friabile, prese piatte, problemi di concentrazione, urla contro la via, o contro se stesso.
Ne ha abbastanza. Un ultimo sforzo dentro dio sé e arriva, fuori dalla nord, il sole della cima.

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