martedì 11 luglio 2017

MENU A PREZZO FISSO


…Falesie, gradazioni, non è 6c ma sarà massimo 6°+, sono riuscito su un 7a ma non a vista, magnesite, scarpette, resina e tacchette, quello è forte e quest’altro meno… Ed io? Che da anni sono come il cartello esposto nel ristorante vicino a casa dove a lettere cubitali sta scritto “MENU A PREZZO FISSO”. Io che pur impegnandomi (un pochino) sono rimasto FISSO sul mio grado senza riuscire ad aggiungere lettere e numeri mi ritrovo in questa piccola e assolata falesia, circondato da discorsi che non mi appartengono, alto da terra una quindicina di metri, sto cercando di “allenarmi”, le mani bianche di magnesite, strizzano appigli, mentre la testa è altrove…

ALTROVE è il posto più bello, quello che da tempo stavo cercando. La linea sopra la mia testa è, semplicemente, frutto della fantasia di un artista, sfuggente, distante da tutto e dimenticata da tutti, qui a poco meno di due ore dal fondovalle il segreto bisogna ancora scoprirlo. L’Artista e il Suo Compagno sono saliti veloci, velocissimi, seguendo l’istinto di chi sa seguirlo, accarezzando la roccia, una linea immaginaria dove il “nulla” rasenta quasi la perfezione.
Con lo sguardo rivolto verso l’alto penso che tra poco dovrò sicuramente aumentare il “fisso” che sta in me, mi sono preparato, l’ho fatto con calma, prendendomi tutto il tempo necessario... ORA sono pronto. Salgo...
Accarezzo gli appigli al ritmo del mio battito del Cuore, leggero e concentrato sull’attimo. Salgo in sintonia con la roccia, il bianco sulle mie mani lascia un segno pronto a scomparire al primo colpo di Vento, lo zainetto sulle spalle è parte della mia schiena, leggero e comodo. Salgo...
Il verde sotto le scarpe è sempre più lontano, l’azzurro del Cielo è sempre più vicino, non penso, non parlo, silenzio… Sono sicuro che l’adrenalina sta correndo veloce, mischiandosi col sangue, passando dal cuore alla testa, ne sono sicuro, ma l’anestesia mentale ha fatto il suo effetto, isolando ogni parte del mio corpo, obbligando ogni muscolo e sensore a lavorare privatamente. Pensieri, parole, idee si sono fermati, aspettano educatamente che il loro padrone arrivi in cima per potere esplodere in qualche cosa che non mi è dato capire.
Salgo e... è tutto finito, ci sono volute cinque ore, sono fuori, più vicino al cielo che mai! Non so bene cosa fare, forse dovrei gridare, ma non mi riesce, divento timido, quasi vergognoso di me stesso, cosa ho fatto? Perché? no! non devo cercare una risposta, non devo dare una spiegazione… Oggi ero pronto altro non ho da dire ….
Il grado?... tra le pieghe della roccia, in una giornata caldissima, oggi, il grado non esiste. Da solo e con tre metri di corda che ti segue non ti è dato capirlo. Devi “esserci”, sicuramente oltre ogni mia aspettativa, una linea bella, cattiva al punto giusto, una salita che mi ha spremuto per bene, che mi ha alleggerito il fisico e svuotato la testa, ci voleva!
Tornato a casa, mi fermo a guardare la scritta fuori dal ristorante, la solita vecchia scritta, ma qualche cosa è cambiato… tre euro in più sul “fisso “.


Castello della Busazza, 2592 metri, Parete Sud-Est. Via Massarotto-Bergamaschi (7  maggio  2011). Ivo Solo
Mi son proprio divertito… mi sa che ci ricasco!!




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